Cosa differenzia l’arte dal niente, una guida pratica
Un framework pratico per distinguere l’arte vera dal resto (secondo me)
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Ho visto un reel su Instagram poco tempo fa che mi ha colpito come capita a volte, e per poco ti rimane (merito del digital detox?). Proponeva un’idea interessante e io ho fatto i conti della serva per tradurla nel mio linguaggio: quando si parla di arte, di bellezza, di valore di un’opera, ci si può basare su tre pilastri. E no, la bellezza non c’entra niente, anzi probabilmente la bellezza è il risultato di questa valutazione più o meno conscia e soggettiva.
I Tre Pilastri
Ogni opera (pittura, musica, film, scultura, whatever) può essere analizzata secondo tre parametri
Novità
L’opera introduce qualcosa di mai visto o sentito prima.
Può essere:
– Un nuovo genere (primo rap, primo film sonoro)
– Una nuova tecnica (cubismo, CGI)
– Un nuovo approccio (concept album, found footage)
La novità ovviamente decade nel tempo: il primo film sonoro era rivoluzionario, i primi anni sono stati anni di novità continue, ma poi bisogna trovare altre aree da esplorare
Messaggio o idea o intuizione
L’opera porta, dovrebbe portare, comunicare qualcosa: emozione, concetto, critica, visione del mondo. Si può anche chiamare idea come disse un mio caro amico artista vero: se non hai l’idea non hai niente.
Gli avevo chiesto di insegnarmi o suggerirmi come fare a disegnare, e lui ha risposto: saper disegnare serve solo ad avere il frigorifero più bello rispetto agli altri bambini. Che spaccone che sei Gio. Però hai ragione.
Non vale se dice “guarda quanto sono bravo”, quella va nella tecnica (terzo pilastro).
NB questo pilastro è il più soggettivo, un messaggio per me potrebbe essere il nulla per te: i Nirvana urlavano urlavano, per me urlavano disagio o boh qualcosa di simile (andavo alle medie) per i miei urlavano e basta.
Tecnica
L’opera dimostra skill, maestria, virtuosismo.
Può essere tecnica tradizionale (saper dipingere/suonare/recitare) o tecnica innovativa (saper usare nuovo medium, creare un reel veramente strano con TikTok).
Può essere confuso con la novità ma c’è una regola abbastanza facile: se un principiante si mette a fare la cosa che sta facendo questa persona, la fa bene uguale? È il terreno del: se lo critichi tanto, prova a farlo tu e vediamo.
Non ci vuole tecnica per fare un balletto TikTok appunto, ci vuole tecnica per un solo di chitarra, per una ricetta fatta bene, per urlare in determinati modi, posso andare avanti.
La regola
Un’opera è arte quando ha almeno due pilastri su 3.
- 0-1 pilastro → Non è arte. È opera, esercizio, spazzatura, gioco, divertimento, scherzo.
- 2 pilastri → Arte
- 3 pilastri → Capolavoro
Vediamo una disanima degli scenari possibili (sto qui è fuori, direte: sì).
Le otto combinazioni possibili
La matematica ci insegna che le combinazioni si fanno con la potenza: 3 pilastri, ognuno presente o assente = 2^3 = 8 combinazioni.
Nessun pilastro – Spazzatura
Esempi:
- foto sfocata random di niente
- immagine AI bellissima fatta al volo, senza ricerca, senza messaggio
- video di unboxing
- poesia a frasi fatte
Non critico chi fa queste cose, le faccio pure io, il problema nasce dal pretendere che questa sia arte con la A maiuscola.
Un solo pilastro – Opera
Qui stanno la maggior parte delle cose che SEMBRANO arte ma non lo sono.
Solo novità
Qui ci sono le opere alla uovo di Colombo, quindi nessuno ci aveva mai pensato prima. L’uovo di Colombo di per se ha anche un messaggio quindi non so se sia un esempio appropriato:
- NFT generativo random: mai visto prima (algoritmo unico) ma vuoto
- La prima canzone, immagine, testo, fatta con AI
- Un romanzo scritto tutto da “ciao ciao ciao ciao ciao ciao…”
- Un videogioco fatto con un solo bottone che non fa nulla (ma qui potrebbe già esserci un messaggio, un’idea)
Solo messaggio
- Scrivere “la guerra fa schifo” sui social
- Un diario personale
- I primi rap, probabilmente, in cui si parlava sulla musica
- Un video tutorial fatto male tecnicamente
Solo tecnica
- Classico assolo di chitarra fatto benissimo
- Run di videogiochi fatta benissimo – ma non sei il primo a farla
- Ritratto iperrealista su foto stock
Due pilastri – finalmente arte
Qui sta la maggior parte dell’arte vera.
Novità e messaggio
Qui c’è la parte un po’ Indie, o anche quella sfidante per certi versi: i non tecnici. Dove c’è un messaggio come sappiamo può essere soggettivo.
- Woodstock (anche se di tecnica ce n’era)
- Vasco Rossi primi tempi, prima di Alba chiara
- Il primo che ha fatto la ice bucket challenge
- La banana marcia di Cattelan
Novità e tecnica
Qui stanno tutte le avanguardie, gente anche navigata, che esplora l’arte in quanto tale e dà modo ad altri di aggiungere un messaggio in un secondo momento, qui stannotutti “i primi a fare una cosa così complessa”.
- Toy story – Chissene del contenuto, abbiamo fatto un film in CGI completa!
- Musica elettronica primi anni 50
- Nuovi tipi di fotografia e video: hyperlapse, 3D, drone
- GTA3 e l’open world
Messaggio e tecnica
Qui ci stanno i professionisti navigati che pur non facendo niente di nuovo mettono un’idea, un messaggio in quello che fanno. Anche qui soggettivo perché c’è il messaggio.
- Assolo di chitarra ma non fine alla tecnica pura
- Poesia classica, sonetto, la Divina Commedia, opere letterarie
- Musica classica (ove ci sia anche un messaggio, un’idea)
- Documentari naturalistici, di inchiesta, storici

I tre pilastri – i capolavori
Quando tutto si allinea, al netto del famoso messaggio soggettivo.
- Beatles – Sgt. Pepper (1967)
- Picasso – Guernica
- Kubrick – 2001: A Space Odyssey
- Leonardo da Vinci, direi tutto
- Alcuni tipi di utilizzo della AI (lascio al lettore)
- Michael Jackson – Thriller (il video)
Su quasi tutti questi non serve un framework o pilastri, c’è la quasi totale unanimità.
Grazie per avermi seguita in questo delirio, purtroppo credo che scriverò pure una seconda parte 😀 bacioni!


