Categorie
being in 3D inside

Sensei

photo 5

Ho la schiena appoggiata a un abete, sono alla biblioteca, sono venuto a fare una passeggiata prima di fare la spesa. Ma mi sono fermato subito, c’è della gente, 4 persone, che fanno Tai chi. Mi sono seduto qui a guardarli e in pochi minuti ho capito alcune cose molto importanti.

Quando si usa la parola ‘energia’ in maniera non scientifica, come sai a me si accendono molti campanelli nella testa. Limiti razionali, limiti che mi servono molto e mi hanno dato molte cose buone, e che in questo caso si accendono per parole usate a sproposito.

Pensavo fossero a sproposito, ma mentre lo guardavo e mentre alzo gli occhi a guardarli ora mi trovo a pensare a una parola, a sproposito e non per trasgressione, la parola è

risonanza

La hai usata a volte, e mi si accendevano i campanelli, ora invece la uso io; è un termine scientifico e qui di scientifico nn c’è nulla, eppure si, la ho usata e ho un po’ sorriso. Sono in risonanza con quei 4 e molte cose qui intorno 🙂

Pensavo di essere arrivato a conclusioni sensate negli ambiti spirituali, ma un discorso che mi ha fatto Paola alla cena mi ha scavato e forse ora mi ha perforato: i chakra, diceva e dicevi anice tu, non è che vadano capiti con libroni, dovrei piuttosto iniziare a vivermeli.

Vedevo e credo di vedere ancora l’etica come una questione razionale, ma non è solo così. La spiritualità, quell’energia (parola a sproposito 😉 c’è eccome, e se non la si considera c’è lo stesso – chi la vede così ha tutto di guadagnato.

O la sensazione che stia iniziando un percorso qui, e per ora non so che altro aggiungere, se non che ti mando un bell’abbraccio. Grazie di tutto finora 🙂

Categorie
being in 3D

Banale

Vuoi farti le foto dall’alto per la profile pic? Falla. Falla, davvero. Fai le foto macro ai fiori, mettiti a scrivere con le k al posto delle c, metti l’esposizione a manetta mentre scatti la foto, così si vedranno solo gli occhi e sarai per forza carina.

Di che sei piacevolmente controverso, che ami tutti e lasci vivere tutti ma che ci sono certe persone che no nvanno bene, inventa eccezioni a regole. Vesti in maniera provocante, in un modo o nell’altro fingendo di esser unico. O ammetti anche di essere uniforme alla massa, per quello che vale. Ascoltale stesse ciose che ascoltano gli altri nel tuo gruppo, o viceversa cerca sempre delle cose che nessun altro ascolta almeno ti darai un tono.

O ancora, non ascoltare veramente niente o viceversa ascolta un po’ di tutto (un po’ di tutto = radio DJ) o sii musicista e ascolta sempre le stesse cose.

Scrivi poesie, o canzoni o entrambe le cose, datti un tono e fatti sentire, o rimani imprigionato nella tua timidezza, o non rendertene conto.

Togli la parola a chiunque non ti vada a genio. No, puoi anche cercare di rimanere in pace con tutti e potere andare in giro a testa alta. Magari davvero. O magari solo per finta, vivendo in un mondo dalle prospettive limitate in cui solo tu sei quella che ha capito tutto.

Ama tutti, senza distinzioni, davvero. O odia tutti. O collocati tra quelli che amano un po’ odiano un po’ e un po’ di altri così così. O vivi ancora nell’irrealtà di un mondo in cui tu hai ragione e gli altri hanno torto. Se no fai pure il contrario e cerca di mediare, cerca di capirti e autocriticarti.

Tanto qualcuno che deve dire che così non va bene lo troverai comunque.

Categorie
being in 3D

I figli

E improvvisamente realizzai che non volere figli, che è lo scopo primario istintivo della nostra vita, è tipico anzi può essere tipico di chi ha perso traccia del suo istinto e del suo scopo primario, rendersi immortale e donare amore.

Oppure è volere vivere per sè. Il che implica considerazioni sul male e sul bene mica da poco.

La regola che ne esce è semplice: fare qualcosa solo quando ce la si sente. Ascoltarsi.

Categorie
being in 3D

Equilibrio

Non esiste il perfetto nel mondo cosiddetto reale, lo sappiamo. F = ma a parte per quei piccoli discostamenti che ci sono in ogni istanza fisica reale.

Ma allora come è possible l’equilibrio?

È un mondo tragicomicamente imperfetto, sfuggevole alle leggi pettinate della matematica filosofica imperante in biblioteca (wow la ho scritta davvero io?)

Nonstante ciò ci sono trottole che si reggono sulla punta, persone che trovano un equilibrio interiore, edifici che si reggono in piedi.

Gli equilibri teorici sono frutto di una forte equivalenza di forze contrapposte, o dall’assenza di queste.

Gli equilibri pratici, veri, la gioia, la morte, l’amore e le uova messe sulla punta più stretta su un piano inclinato, sono il frutto di una complessa e molto disordinata non equivalenza di imperfezioni, che passando dalla porta sul retro arrivano comunque qll’equilibrio, quello vero.

L’equilibrio, quello vero, è figlio di una sporca lotta tra imperfezioni che non si rosolve.

Categorie
being in 3D inside

Amalgama

Mentre li vivi i momenti sono così semplici, una successione omogenea di.. Cose? Una cosa spontanea, fluida e tanto elementare da non essere spiegabile. Una semplicità disastrosa e disarmante.

Poi passano però i momenti, e per il sistema planetario in cui siamo inseriti non funzionano più nello stesso modo: diventano ricordi, anzi diventano un casino per la precisione. Analisi, ricordi, cose, suoni, pezzi scomposti, che mentre vivevi dicevi sciallo, tutto qui.

Un dualismo notevole: oggi una torta, domani una ricetta con note e commenti a piè di pagina che la rendono effettivamente un casino, da pagarci psicologi notai avvocati e da chiedere consiglio agli amici.

Viviamo va’, che è giá tardi.

Categorie
being in 3D

Articoli

Capisci che sei in un ristorante costoso quando un piatto che si chiamava ‘milanese con insalata’ diventa ‘La Milanese con Insalata’.

Povero portafogli.

Categorie
being in 3D

Il budino gigante

BCN, bacio romantico
In un impeto di passione, Tommi bacia Mauro sul collo trapassandogli il ventre con il braccio

Momento Amarcord: La maestra [non mi ricordo il nome] mi dava il budino.

All’asilo tutti i bambuini mangiavano lo yogurt, cosa molto buona e molto sana, tutti dovrebbero mangiare lo yogurt – che a me faceva cag*re nel senso che non mi piaceva proprio, così la cuoca (forse non era la maestra in effetti) mi portava in gran segreto in cucina e mi metteva seduto su una sediolina di legno, me la ricordo ancora, tipo ikea, non una sdia banale, davanti a un tavolino di legno in coordinato, girato verso il muro, e mi piazzava davanti un budino grosso come il Congo, che in altezza superava di gran lunga un punto che io potessi raggiungere con il cucchiano, e che mangiavo avidamente.

In seguito a una relativamente recente (10 anni fa) conversazione con la cuoca ovviamente il budino si è rivelato essere della grandezza di un bicchiere da davola, ma voglio ricordarmelo così, il mio amato budino gigante.

Categorie
being in 3D travel

Minimal trip

Sovraesposizione mon amour
Sovraesposizione mon amour

Su ispirazione di tommi dopo un viaggetto con lui posso iniziare a compilare una controlista di cose che portai in vacanza,e che furono pure troppe – se c’è anche acqua lungo il cammino e la possibilità di stendere panni ad asciugare (tipo, se non c’è un orso polare che vi sta inseguendo su un’isola) potete viaggiare per un tempo t indefinito alla stessa latitudine l.

Lo zaino, a differenza del caso del mio collega, è uno zaino e non un pacco dell’est ma i risultati sono confrontabili

La lista in questione è:

  • Spazzolino
  • Ck one
  • Gillette – il meglio di un uomo
  • 5 mutande
  • 3 calze
  • 5 magliette
  • 1 jeans
  • 2 pantaloni corti
  • 1 felpa
  • 1 paio di scarpe
  • 1 paio di infradito
  • 2 o 3 ricaricatori di apparecchi elettronici
  • gli apparecchi elettronici, ovvero macchina fotografica e telefono

Potevo non portare:

  • Ck one
  • 2 mutande
  • 2 calze
  • 2 magliette

Ho regalato alla spagna

  • 1 felpa
  • 1 telefono

Quindi a conti fatti, potevo partire con metà delle cose e non ne avrei ristentio, o ne avrei risentito di meno 🙂

Kudos.

Categorie
being in 3D fun

Anche lei

Marina Abad a Girona, Etnival
Marina Abad a Girona, Etnival

Signora di cui non ricordo il nome amica di famiglia: Ah, allora ti sei laureato, bravo, pensavo che fossi più giovane!

Io: Eh no signora, il tempo passa per tutti.. [da non dire se la persona davanti a voi va o ha passato i 60]

S.d.c.n.r.i.n.a.d.f.: Bè allora in bocca al lupo per tutto!

Io: Crepi! E anche lei!

Morale: non dimenticarti le preposizioni nelle frasi, o spera che la persona davanti a voi abbia il senso dell’umorismo.

Categorie
being in 3D travel

Barcelona, le foto

E comunque se volete vedervi le foto del nostro viaggetto cliccatemele pure

barcelooooona

(cliccando sulla foto le vedete poi tutte)