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Coro

Il KoRo nasce da una tradizione ormai quasi decennale del liceo B. Cavalieri.

Ogni novembre in occasione della giornata della commemorazione dei defunti i ragazzi si ritrovano, in media una quarantina, per cantare e suonare canti e canzoni durante la celebrazione a madonna di campagna. Porta ogni anno una grande forza di condivisione a un evento così forte, mescolando canti cristiani a musica moderna.

Quest’anno il KoRo oltre all’usuale celebrazione si propone in un evento a sè stante. “Qualcosa che non c’è” è un evento che propone il KoRo parlando della sua forza, gioia e espressività, utilizzando i brani più vicini ai ragazzi stessi per parlare di loro e donargli espressività. È un’iniziativa unica nel verbano, che quest’anno raccoglie studenti ed ex-studenti del liceo B. Cavalieri, accomunati dalla passione per la musica.

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delicious

In inglese delicious significa delizioso, il perché sia stato scelto questo nome per questo servizio non lo so esattamente, probabilmente perché era il nome più carino che finisse con .us. L’indirizzo che dovete cliccare per andare a vedere il sito, dalla grafica comunque poco attraente, è del.icio.us.
Il sito è scarno quanto molto funzionale ed intuitivo: del.icio.us è un database sociale di bookmarks (se ne volete una definizione sicuramente più accurata wikipedia è come sempre al vostro servizio, anche se per ora solo in lingua inglese).
Tutte le persone che usano anche se poco internet dicono “guarda che bello/che utile questo o quell’altro sito”, alcuni prendono nota del nome del sito su un foglio o direttamente nel pc, creando così segnalibri (bookmarks) virtuali diretti ai singoli siti; del.icio.us permette a ogni singolo utente di salvarsi il suo bravo elenco di bookmarks, categorizzarli, commentarli e altri servizi. Un esempio lo avete al mio account, del.icio.us/giobi, e anche in giro per il sito dove sempre di più faccio uso di questo strumento per pubblicare i miei siti preferiti; uno dei servizi infatti è quello di poter pubblicare in molti modi diversi i dati inseriti in del.icio.us su qualsiasi blog, myspace, o altro sito su cui si possieda un account. La sua icona è quella che vedete in fondo alla pagina e all’inizio di questo post, e molti siti la riportano non solo per pubblicizzare il servizio, ma più convenientemente per consentire all’utente che sta leggendo la pagina di mettere il sito nei propri bookmarks di del.icio.us.

Un indice di internet

Un database del genere conterrà ogni sorta di sito interessante, e quante più persone lo aggiungeranno, tanto più sarà probabilmente interessante per la massa, automaticamente sarà anche categorizzato (non intendo spiegare qui i dettagli dei meccanismi di categorizzazione, ma è tutta roba molto facilmente intuibile), e commentato dai singoli utenti. I motori di ricerca sono estremamente utili, e un sito di condivisione sociale dei bookmarks è un motore di ricerca ristretto a siti interessanti e molto strettamente categorizzato: quindi più potente e usabile; forse leggermente più restrittivo, ma in questo caso è facilmente un bene.
Altro vantaggio mirabolante di avere i bookmark online è che li si ha ovunque: all’università, al lavoro, a casa… Unico contro è la privacy, se pensate che ci siano persone che la violino vedendo che siti guardate; ma hanno pensato anche a questo: tra le opzioni ci sono metodi per oscurare totalmente o parzialmente i propri bookmarks a visitatori indesiderati.
Questo non è che uno dei tanti siti che offrono questo servizio (non scrivo articoli pubblicitari), ma è il più vasto e probabilmente il più conosciuto (olte ad essere quello dove ho io l’account) 😀 Google, per esempio tra i milioni di servizi che ormai offre, dà anche una sorta di delicious che però essendo nato dopo è molto meno vasto.
Ovviamente da fanatico del settore credo che chiunque, anche se ha solo due o tre siti che credo siano degni di nota, dovrebbe aprirsi un account a del.icio.us, per la marea di servizi (ovviamente totalmente gratuiti, altrimenti non segnalerei) che offre. Pensateci.

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internet

cosa è un blog

Un blog è quello che stai leggendo: un sistema di pubblicazione di testi e contenuti sul web generalmente amministrabile facilmente da chiunque abbia anche competenze non specifiche della rete, e a questo deve il suo successo probabilmente.

Prima del blog c’era il sito personale: molte agenzie di portali internet offrivano un po’ di spazio agli utenti per poter mettere onlinele proprie pagine internet – un sito internet ai tempi non era nient’altro che una cartella con diverse pagine, un utente le scriveva e le metteva sul sito, un altro le leggeva, se al primo utente veniva in mente di aggiungere qualcosa cambiava la pagina.

Cambiare pagine, così come scrivere e metterle dentro il sito, richiedeva programmi particolari e avrebbe anche richiesto nozioni particolari se non fosse che Microsoft Frontpage (un programma per la pubblicazione web) è venuto a deturpare tutto ciò disseminando la rete di siti su cui è meglio calare un velo pietoso, anche perché pure il sottoscritto ci è passato e non si sputa nel piatto dove si è mangiato.

Il pubblico che scrive dentro i siti oggi si è allargato, perché è nato il blog e sono nate le pagine dinamiche (che cambiano automaticamente). Io, genetore di questo sito, non sto a cambiare le pagine con il mio programma speciale. Piuttosto vengo su questo sito, e esiste una pagina apposta per inserire cose in maniera molto più facile di prima e soprattutto senza altri programmi, basta venire qui e inserire una password, così anche se andassi su un altro pc da qualsiasi parte del mondo potrei scrivere quello che voglio. Un blog lo posso fare su un mio sito personale che ho comprato, come questo, o su un sito gratuito che mi fornisca un po’ del suo spazio comeadesempio blogger o splinder, se vi cheidete perchémai dovrebbero fornire spazio gratuito, bè ovviamente ci guadagnano con le pubblicità che mettono sul loro sito. Ma divagherei.

blogosfera

Cosa ci troviamo davanti? Un bel po’ di gente, sempre di più che scrive pezzi brevi o lunghi, chiamati post in inglese, chiamati post anche in italiano perché non abbiamo mai cozza di inventare neologismi, ma paragonabili, come idea a degli articoli di un giornale che per estensione è internet intero. Nasce quindi il termine blogosfera per indicare tutti i blog del mondo. Un esempio su tutti, io ho imparato cosa è Israele oggi grazie a blog e fotoblog (un blog dove oltre a scrivere si mettono anche foto). Uno fra tutti, gilad.

Per ora è tutto, cari ragazzi.

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Wikipedia

Parto da questa, che è facile. quasi tutti credo sappiano cosa sia wikipedia, ma parlando con un amico mi sono reso conto che forse alcuni non ne hanno un’idea troppo precisa.

Prima di tutto wikipedia è qui, ed è un’enciclopedia online in molte lingue, ovvero unp osto dove se tu cerchi qualsiasi cosa la trovi spiegata, qualsiasi va dall’ago al Ruanda al Berlusconi di turno, ogni cosa insomma.

Di enciclopedia online o comunque multimediali ne sono apparse varie nella storia di internet, questa però sembra la migliore perché associata al concetto di wiki (il link rimanda a wikipedia, guarda un po’ 😉 in breve wiki wiki, dall’hawaiano (credo) significa veloce veloce, ed è un sistema di costruire pagine web che consente a qualsiasi persona legga la pagina di modificarne il contenuto, cioè anche tu, lettore, puoi andare adesso lì e scrivere che il Silvio nazionale è un pirla. Incredibile? No, esistono meccanismi di controllo.

Meccanismi di controllo

Il primo, ovvio, è che se scrivi che è pirla passa un altro che non la pensa così (!) e scrive che non lo è. Ma se cancelli tutta la pagina o metti pubblicità o? Ci sono i gestori del sito, che conservano una cronologia di tutte le modifiche e sono sempre pronti a ripristinare un’eventuale piratata del genere.

In più per le paginecalde come può essere quelal del nostro silvione nazionale prima che una modifica abbia effetto deve essere approvata, o addirittura sono interdette le modifiche. Comunque è possibile avviare discussioni a proposito di qualsiasi pagina sulla pagina stessa, in questo modo viene preservata la democrazia fondamento di wikipedia.

Insomma, gran bel sito.

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Pen Spinning Wiki

Non ci volevo credere, un sito interamente dedicato a come far girare la penna attorno alla mano. Ed è pieno di un sacci di tipi diversi di trick, nemmeno si parlasse di skteboard. Ogni figurazione ha il suonome, sono divise in varie categorie e per di più è un Wiki, perché si vuole hce hciunque da qualsiasi parte del mondo possa aggiungere notizie.

Uncroyable: Pen Spinning Wiki – Main Page.

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musica

Zoom H4

Un registratore panoramico stereo? che faccia nache da ASIO per il pc? Non ci voglio credere, specie se è della Zoom che mi ha sempre dato delusioni, però è bello sognare. il grafico delal risposta in frequenza promette fantasmagorie.

Il prezzo non lo ho trovato, shame on me.. ma non possono vender a poco se sparano così alto come prodotto. per maggiori specifiche leggetevi la recensione originale qui:
www.audiomusica.info rivista on-line computer musicZoom H4
.

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i like punk

intro:
G D# G E x4

E B A B

G G/E C C/A F F/E G/E
I love rock n roll and punk is my life
when i hear the rock and roll i just wanna scream
i love sex pistols and i like green day
and i really love ramones even if my master does not

intro x4

and when i go to play my guitar i make a lot of noise
i broke the glasses and you know what i always play
i always do play anarchy in the UK
and i always want to play a solo this way

E B A B

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free hugs

mi sono quasi commosso

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Wear sunscreen.

Wear sunscreen.

If I could offer you only one tip for the future, sunscreen would be it. The long-term benefits of sunscreen have been proved by scientists, whereas the rest of my advice has no basis more reliable than my own meandering experience. I will dispense this advice now;

Enjoy the power and beauty of your youth. Oh, never mind. You will not understand the power and beauty of your youth until they’ve faded. But trust me, in 20 years, you’ll look back at photos of yourself and recall in a way you can’t grasp now how much possibility lay before you and how fabulous you really looked. You are not as fat as you imagine.

Don’t worry about the future. Or worry, but know that worrying is as effective as trying to solve an algebra equation by chewing bubble gum. The real troubles in your life are apt to be things that never crossed your worried mind, the kind that blindside you at 4 p.m. on some idle Tuesday.

Do one thing every day that scares you.

Sing.

Don’t be reckless with other people’s hearts. Don’t put up with people who are reckless with yours.

Floss.

Don’t waste your time on jealousy. Sometimes you’re ahead, sometimes you’re behind. The race is long and, in the end, it’s only with yourself.

Remember compliments you receive. Forget the insults. If you succeed in doing this, tell me how.

Keep your old love letters. Throw away your old bank statements.

Stretch.

Don’t feel guilty if you don’t know what you want to do with your life. The most interesting people I know didn’t know at 22 what they wanted to do with their lives. Some of the most interesting 40-year-olds I know still don’t.

Get plenty of calcium. Be kind to your knees. You’ll miss them when they’re gone.

Maybe you’ll marry, maybe you won’t. Maybe you’ll have children, maybe you won’t. Maybe you’ll divorce at 40, maybe you’ll dance the funky chicken on your 75th wedding anniversary. Whatever you do, don’t congratulate yourself too much, or berate yourself either. Your choices are half chance. So are everybody else’s.

Enjoy your body. Use it every way you can. Don’t be afraid of it or of what other people think of it. It’s the greatest instrument you’ll ever own.

Dance, even if you have nowhere to do it but your living room.

Read the directions, even if you don’t follow them.

Do not read beauty magazines. They will only make you feel ugly.

Get to know your parents. You never know when they’ll be gone for good. Be nice to your siblings. They’re your best link to your past and the people most likely to stick with you in the future.

Understand that friends come and go, but with a precious few you should hold on. Work hard to bridge the gaps in geography and lifestyle, because the older you get, the more you need the people who knew you when you were young.

Live in New York City once, but leave before it makes you hard. Live in Northern California once, but leave before it makes you soft. Travel.

Accept certain inalienable truths: Prices will rise. Politicians will philander. You, too, will get old. And when you do, you’ll fantasize that when you were young, prices were reasonable, politicians were noble and children respected their elders.

Respect your elders.

Don’t expect anyone else to support you. Maybe you have a trust fund. Maybe you’ll have a wealthy spouse. But you never know when either one might run out.

Don’t mess too much with your hair or by the time you’re 40 it will look 85.

Be careful whose advice you buy, but be patient with those who supply it. Advice is a form of nostalgia. Dispensing it is a way of fishing the past from the disposal, wiping it off, painting over the ugly parts and recycling it for more than it’s worth.

But trust me on the sunscreen.

[everybody’s free (to wear SUNSCREEN), Baz Luhrmann]

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forgiveness

ha preso la mia testa tra le mani, e mi ha detto ‘il signore ti perdona da tutti i tuoi peccati’.
e sono scoppiato a piangere.

c’era una volta un pesce rosso che abitava in fondo al mar
fa’ o signore che il mare sia profondo
e protegga il mio piccolo cuor
c’era una volta una formica che portava il suo chicco di grano
fa’ o signore che il grano sia leggero
e proteggi il mio piccolo cuor.

proteggi i nostri piccoli cuori.